Bambini vivaci e rumorosi? Sono bimbi sereni.

Fonte: portalebimbi.it

I bambini sono rumorosi, confusionari, vivaci e perennemente in movimento: caratteristiche che causano più di un grattacapo ai genitori moderni. Non c’è nulla di strano. Anche noi, la sera, ci domandiamo: “Possibile che non si fermino mai?“. Questa domanda, portata dalla stanchezza, è un quesito ingannevole. Un adagio latino recita Vita est in motu (o anche in motu vita est): la vita è movimento.

Foto di Prawny da Pixabay

Quando pensiamo al movimento, non dobbiamo ridurlo a quello fisico: esiste un’altra forma di movimento altrettanto importante, che è il movimento psichico, quello dell’anima. Un bambino sereno non si limita a muoversi, correre e giocare: anche la sua anima è in movimento costante. Noi adulti ce ne accorgiamo per contrasto: le loro domande infinite, la ricerca di affetto e interazioni, la vitalità dei bambini ci colgono impreparati ma, soprattutto, sono lontane da noi e dalla nostra routine.

Nel nostro mondo, fatto di ritmi frenetici e di spazi sempre più ristretti, è più difficile per i bambini esprimersi liberamente. Purtroppo, questo li mette in difficoltà, perché dove non c’è spazio per l’espressione viene meno anche lo spazio per crescere.
Questa difficoltà è evidente: nonostante tutti gli sforzi che i paesi sviluppati hanno messo in campo per migliorare i sistemi educativi e garantire ai bambini condizioni di sviluppo sempre migliori, ci troviamo ad affrontare un malessere psicologico in rapida (e preoccupante) crescita.
Maria Montessori riconobbe in quest’attitudine dei bambini la “mente assorbente” il principio generatore dell’essere umano. Il suo lavoro pedagogico fu in larga parte incentrato nel coltivare la mente assorbente dei bambini, permettendo ai loro corpi e alle loro anime di imparare di più, meglio ma soprattutto in modo più naturale. Non è un caso che la proposta montessoriana cominci proprio dall’ambiente, che deve essere a misura di bambino, ossia deve permettergli di muoversi e di imparare in libertà.
La natura è l’ambiente migliore che possiamo offrire ai bambini: gli studi scientifici che indagano il rapporto tra ambiente, apprendimento e benessere psicologico lo rivelano con chiarezza. Garantire ai bambini un ambiente adatto ad esprimere la loro vivacità è il primo, grande atto di responsabilità che possiamo compiere nei loro confronti.

Il secondo è imparare da loro. Quando diciamo che non c’è nulla di strano in un bambino vivace, rumoroso e in movimento, riconosciamo il suo diritto a crescere secondo natura. In cambio, quel bambino ci insegna una grande lezione: la vita è movimento.
Chi si ferma, nel corpo o nell’anima, perde la propria forza vitale, smette di crescere. Rimaniamo bambini: non smettiamo di muoverci. Renderemo la vita in famiglia più tollerabile, ma soprattutto torneremo a comprendere un bisogno fondamentale – probabilmente il più importante – dei nostri figli.

Per concludere: non imponiamo ai bambini l’immobilità. Equivarrebbe a negare un loro diritto fondamentale; e in tutti quei casi in cui non c’è alternativa – come a scuola – garantiamogli almeno la libertà al di fuori dall’aula. Recuperiamo l’alternanza scuola-gioco di una volta, meglio se in grandi spazi aperti. È questa la chiave per crescere bene.

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