Il porno non ha nessuna pietà verso i vostri figli!

Fonte: Pornoverità

Autore: Pornoverità

La mente di ogni bambino è estremamente sensibile agli stimoli esterni, è ghiotta del mondo e ne incamera le conoscenze e le sensazioni che ne ricava con estrema avidità.

Ci sono bambini ancora più sensibili di altri, ognuno di noi ne ha conosciuti tanti; sono un immenso dono per il mondo: la loro sensibilità, la loro dolcezza, la loro intelligenza particolarmente intuitiva ne fanno delle creature meravigliose; ognuno di noi quando ha passato del tempo con loro ne esce una persona nuova, ricorda quanta sensibilità aveva quando era piccolo, ricorda la spontaneità, la genuinità dei sentimenti, la sincerità, l’innocenza.

Bambini come loro sono perle di una preziosità particolarmente unica, che cambiano l’ambiente che li accoglie donando pace e serenità, e mutando spesso i nostri sentimenti in gioia con la loro presenza.

Una sensibilità così grande è come un fiore delicatissimo che, se sottoposto a un trauma, specie se ripetuto, può spezzarsi, oppure avvilire, appassire, bloccarsi nella sua crescita verso un meraviglioso fiore adulto.

La pornografia è uno di questi traumi. I nostri figli, già sovraesposti agli stimoli di una società ipersessualizzata, urtando in quelle immagini sperimentano un overload di stimoli che, specie nelle menti particolarmente sensibili, provoca loro un blocco nella loro finora serena esplorazione del mondo, del corpo proprio e dell’altro. È stato particolarmente provocante l’articolo “Downloading a nightmare” apparso il 31/05/2017 su The Marshall Project (un’associazione americana giornalistica non-profit per la giustizia contro i crimini) in cui alcuni psichiatri hanno esposto il loro studio sui danni psichici provocati dall’esposizione accidentale alla pornografia nei bambini autistici.

I pornografi non hanno nessuna pietà verso i nostri figli. Men che meno verso i nostri figli più sensibili. E non ne hanno nessuna pietà neppure i governi, che potrebbero benissimo oscurare quei siti, anziché mettersi “a posto” la coscienza imponendo loro semplicemente di far dichiarare agli “utenti” la loro maggiore età con un semplice click. Quando vogliono sono capaci di bloccare qualsiasi cosa. Ma ciò che rende è troppo comodo tenerlo in piedi, anche se pagarne il prezzo significa traumatizzare i nostri figli.

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