Domande scomode per i grandi

Fonte: Fabio Porporato

Perché ci dite, ci chiedete, ci pregate, a volte ci implorate di rispettare delle regole se voi siete i primi che non rispettate le vostre regole del mondo dei grandi? Vogliamo parlare, ad esempio, di come parcheggiate…?

Perché ci dite di non piangere, di non arrabbiarci, di non essere tristi, di non urlare e poi ci sono dei giorni nei quali voi lo fate qualsiasi cosa accada? Come facciamo noi ad imparare le emozioni se non possiamo nemmeno esprimerle?

Perché ci dite cosa dobbiamo e cosa non dobbiamo fare anche quando stiamo, semplicemente, giocando?

Perché ci costringete ad imparare a fare questo a 2 anni, questo a 3, questo a 4… piuttosto di mostrarcelo e farlo insieme?

Perché è così difficile farvi capire quello di cui abbiamo bisogno anche quando ve lo diciamo chiaramente? Sarà forse perché quando continuate a chiederci che cosa vogliamo, poi non vi piacciono le risposte che vi diamo?

Perché vi aspettate da noi cose da grandi quando siete voi i primi, in alcune situazioni, a volerci tenere piccoli continuando a trattarci come tali?

Perché vi fa così paura, a volte, quel che facciamo noi piccoli? Sarà mica che quella paura lì è più vostra che nostra? E allora se è così perché volete per forza attaccarcela?

Perché raccontate un sacco di cose davanti a noi, come se fossimo diventati improvvisamente sordi e poi vi stupite dicendo: “chissà questa da chi l’ha sentita…?”

Perché parlate di noi usando termini come attività, gestione, tempistiche, impegni…l’avete capito che non siamo un vostro collega o il vostro capo?

Un’ultima domanda, se possiamo: perché non iniziate a pensare a noi come a delle persone che stanno crescendo?

Perché noi siamo delle persone proprio come voi ma con molti meno centimetri ed esperienze, qualche bisogno in più ed infiniti e inesauribili sogni e desideri. Per questo meritiamo rispetto, fiducia ed onestà!

Provate ora, voi grandi, a rispondere a queste domande… 😉

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