Bambini: Diritto alla Noia

Illustrazione: Giulia Rancan Testo: Enrica Tesio

Io, bambino, pretendo di sdraiarmi a terra, guancia al pavimento, con i pensieri a ciondoloni, lasciando che le sinapsi si creino da sè, senza che un adulto mi incalzi, mi stimoli, mi parli in inglese, mi canti in francese, mi proponga di costruire un monolocale fatto di tubi di carta igienica e legnetti di ghiaccioli.

Noia, ho bisogno di provare noia.

Una riflessione sul tema viene proposta dalla dottoressa Silvia Francesca Calati che sul suo blog commenta in questo modo la frase di Enrica Tesio

La noia nei bambini: un potente stimolo alla creatività

Nelle frenetiche vite nostre e dei nostri figli, che spazio lasciamo alla noia, al tedio e all’ozio?

Agende da top manager…a cinque anni!

A settembre ricomincia la scuola e, con lei, ritorna l’antico dilemma su come occupare ed organizzare le giornate dei figli tra lezioni, sport, corsi di teatro, arte, musica. Tutti pensati per stimolarli e sviluppare la loro creatività.

Un vero  e proprio tour de force che costringe i genitori a fare i salti mortali per trovare il corso giusto, che possa piacere e che sia compatibile anche con gli impegni di noi genitori, dei nonni, degli zii…

Alla fine di tutto ci ritroviamo a fare i conti con un calendario settimanale fitto di impegni, stressante per noi genitori e – purtroppo – anche per i nostri figli, alle prese con un orario denso come quello di un top manager di una multinazionale.

La noia: l’incubo dell’uomo moderno

In tutto questo, infatti, abbiamo dimenticato di lasciare uno spazio libero per quello che è il vero e proprio incubo dell’uomo moderno: la noia!

Eh si, perché la noia, lo stare senza fare niente (almeno in apparenza) è importante per chiunque, ma soprattutto per dei bambini che stanno crescendo ed hanno dei ritmi di vita e di pensiero che non sono quelli degli adulti.

Fateci caso: noi adulti, di fronte ad un’ora libera, siamo portati a riempirla con qualunque cosa, senza mai concederci quello che gli antichi romani chiamavano otium, ossia quel momento di apparente inattività nel quale la mente riflette sugli eventi della giornata, li mette in ordine, li elabora per dar loro un senso.

Al giorno d’oggi la parola ozio non ha più quel valore positivo, ma – in una società che ha fatto della produttività e della velocità il suo faro illuminante – ha assunto un senso fortemente negativo.

In realtà l’ozio, che è il padre della noia, ha un valore fondamentale per gli adulti, ma ancora di più per i bambini.

Il diritto alla noia per i bambini

Attraverso la noia, dunque, i bambini imparano a gestire il proprio tempo e sviluppano le loro preferenze. Imparano, cioè, a scegliere cosa fare e cosa non fare dello spazio libero che la giornata offre loro.

La noia stimola la creatività e la crescita

La noia, poi, è un potente stimolo alla creatività: impone uno sforzo di fantasia per non annoiarsi più (la noia, infatti, è noiosa).

Inoltre, come diceva lo psicologo Adam Phillips nel suo libro “Sul bacio, il solletico e la noia”: “la capacità di annoiarsi permette al bambino di crescere” perché la noia dà la possibilità di contemplare la vita, di analizzarla piuttosto che correvi attraverso senza soffermarsi a pensare a quello che succede.

Che, in fondo, era quello che già sostenevano gli antichi romani.

Quanto ci siamo annoiati da bambini…

Se pensiamo alla nostra infanzia… quando e quanto ci siamo annoiati  e come questi momenti, in modo consapevole oppure no, hanno messo in moto delle nostre azioni per farsi che quella situazione non si ripetesse.

Certo non sempre ci siamo riusciti ma la possibilità di agire per uscire da una situazione per noi noiosa l’abbiamo sperimentata e acquisita.

La capacità, in parte, di cavarsela da soli.

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