Bambini: La noia di stare a casa 3.57/5 (7)

I bambini si annoiano perché sono sempre abituati ad avere il loro tempo organizzato da qualcuno ! E’ importante dare loro tempo per annoiarsi e tempo per tornare ai RITMI NATURALI della propria curiosità e creatività!


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  • Fonte: Facebook
  • Autore: Andre Stern
  • Tag: Bambini, Noia, Curiosità
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BAMBINI: LA NOIA DI STARE A CASA

Alla considerazione che molti bambini abituati ad andare a scuola (materna, elementare,..) si annoiano molto stando a casa, André Stern risponde:

I bambini si annoiano perché sono sempre abituati ad avere il loro tempo organizzato da qualcuno ! E’ importante dare loro tempo per annoiarsi e tempo per tornare ai RITMI NATURALI della propria curiosità e creatività!

🔷 A proposito del tema: come chiedere ai bambini e ragazzi di aiutare in casa, risponde:

“La realtà dovrebbe essere l’unione del mondo adulto e del mondo dei bambini. Purtroppo, molto spesso vengono divisi e ci troviamo a dire che alcuni compiti sono per gli adulti, altri per i bambini. Così non dobbiamo stupirci che poi non vogliono partecipare quando riordiniamo casa, cuciniamo… Invece siamo un UNICO MONDO.Per esempio cucinare assieme ai propri figli è un momento di comunione, condivisione tra generazioni. Il consiglio è di non organizzare loro le giornate, ma di permettere loro di FAR PARTE DELLA QUOTIDIANITÀ della famiglia, anche al di fuori di questo periodo particolare.”

🔷 A proposito di quanto detto sopra, l’ENTUSIASMO è fondamentale e dice:

“L’entusiasmo è importante in questo momento, è quello che muove le montagne, cambia il mondo. Il fatto di dover rallentare, tutti, ci permette di chiederci a vicenda (con i bambini) o a noi stessi adulti: “COSA MI RENDE ENTUSIASTA ?” Questo è un momento perfetto perché nessuno ti mette pressione, ti giudica, dunque puoi fare ciò che ti rende entusiasta !

🔷 A proposito di far trovare la motivazione ad apprendere ai ragazzi che l’hanno persa risponde:

“CON L’ENTUSIASMO E LA FIDUCIA TUTTO E’ POSSIBILE. I bambini / ragazzi hanno bisogno di un PORTO SICURO (nei genitori, famiglia) che è L’AMORE INCONDIZIONATO. Per creare cambiamenti, per il futuro non basta dire “Ti voglio bene” ai bambini, perché spesso sotto c’è sempre un “SE” o un “MA” (sottinteso devi cambiare). Bisogna dire e trasmettere di più:
“Ti voglio bene PERCHE’ TU SEI COME SEI” questo è FONDAMENTALE.

🔷 A chi chiede come insegnare ai figli a prendersi cura di sé, non essere trasandati, prendere cura della propria stanza… dice:

“Loro sono ciò che siamo e imparano da ciò che desideriamo trasmettere. Imparano dal nostro esempio. Per esempio: se non ci piace pulire casa… non dobbiamo aspettarci che ai nostri figli piaccia! Non dobbiamo però fare finta che ci piaccia qualcosa, perché loro lo sentono. Se vogliamo ragazzi felici, che si prendono cura di sé… noi dobbiamo ESSERE PER PRIMI FELICI!
Spesso gli adulti sono talmente preoccupati che i propri figli siano felici che dimenticano che la prima cosa è l’esempio che devono dare loro: ESSERE ADULTI FELICI!”


APPROFONDMENTO: CHI E’ ANDRE STERN

André Stern è nato nel 1971. Figlio dell’educatore e ricercatore Arno Stern, è cresciuto seguendo gli innovativi metodi di apprendimento creativo teorizzati dal padre: la sua esperienza è raccontata in molte conferenze e workshop e nei suoi libri. Sposato e padre di un bambino, è musicista, compositore, liutaio, relatore di conferenze, giornalista e autore.

È stato nominato direttore dell’iniziativa “Männer für morgen” (Uomini per domani) dal professor Gerald Hüther, ricercatore di neurobiologia avanzata. È promotore del movimento “ecologia dell’educazione” e direttore dell’istituto Arno Stern (laboratorio di osservazione e preservazione delle inclinazioni naturali del bambino). È uno dei protagonisti del film Alphabet, del regista austriaco Erwin Wagenhoder e coautore dell’omonimo libro (Ecowin Verlag 2013).

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